1 gennaio 2024, buon anno
Carissimi Tutti, eccomi, per gli auguri di un Anno Buono con un’immagine e un testo. Dopo un anno di guerre sciagurate, di detestabili violenze, di insensate discriminazioni, è quanto mai auspicabile restare - o tornare – umani. L’opera e le parole possono aiutare. Da Charles Dickens, A Tale of Two Cities (incipit): “Erano i giorni
1 maggio 2024, Festa dei lavoratori
Carissimi Tutti, buon 1 maggio. Anche per celebrare questa giornata ho scelto due testi: un dipinto e un frammento letterario per il loro valore e per ciò che intrinsecamente -secondo il mio modo di vedere le cose- li accomuna. Spero che la scelta vi giunga gradita. Giuseppe Ajmone, Fusione, 1960, olio su tela A ispirare
17 febbraio 2023
Cento anni fa, a Carpignano Sesia, da Piero e Natalia Geranzani nasceva, in una stanza in penombra dalle pareti e dal soffitto affrescati, Giuseppe Ajmone, mio padre. “Incipe, parve puer, risu cognoscere matrem” (comincia, piccino, a conoscere la madre dal suo sorriso) dice Virgilio. Forse accanto al volto della amatissima madre,
Buon Anno! Che cosa ci rimane?
Carissimi tutti, buon anno! Per trasmettervi i miei auguri ho scelto un’immagine e un testo. L’immagine riproduce un olio su tela intitolato Omaggio a Ovidio dipinto nel 1999 sulla soglia, dunque, del nuovo millennio. Ovidio, che nei suoi versi congiunge sapientemente arte poetica e arte figurata e che col plastico racconto del passaggio
Buona Pasqua
Carissimi tutti, per portarvi gli auguri in questo tempo di Pasqua inquieto e sospeso ho scelto due immagini. La prima, un quadro capolavoro, denuncia di storiche, insensate crudeltà, dalle tinte buie e livide della morte. La seconda un'immagine di vita. Un'idilliaca visione ispirata dai versi di At-Taliq in cui gli elementi della natura
Primo maggio 2020, Festa dei lavoratori
Ritratto compiuto un 1 maggio non per dissacrare la Festa dei lavoratori, ma al contrario per sancire che il lavoro stesso è una festa. Una festa è entrare ogni mattina nello studio lasciato in perfetto ordine la sera precedente e ritrovare quel sentore di trementina e gli strumenti tutti pronti all’uso sapiente
25 aprile 2020
“L’acciaio delle armi gli ustionava le mani, il vento lo spingeva da dietro con una mano inintermittente, sprezzante e defenestrante, i piedi danzavano perigliosamente sul ghiaccio affilato. Ma egli amò tutto quello, notte e vento, buio e ghiaccio, e la lontananza e la meschinità della sua destinazione, perché tutti erano
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